06
nov
2007

Anais Nin

14:23 brokenrose



"QUANDO LO GUARDO DALLA MIA FINESTRA, IL GRANDE CANCELLO DI FERRO VERDE ASSUME L'ASPETTO DEL CANCELLO DI UNA PRIGIONE. E' UNA SENSAZIONE INGIUSTA DAL MOMENTO CHE SO DI POTER LASCI
ARE QUESTO POSTO QUANDO VOGLIO, E DAL MOMENTO CHE SO CHE GLI ESSERI UMANI ATTRIBUISCONO A UN OGGETTO, O A UNA PERSONA, LA RESPONSABILITA' DI ESSERE DEGLI OSTACOLI, QUANDO INVECE L'OSTACOLO E' SEMPRE DENTRO DI NOI.
   A DISPETTO DI QUESTA CONSAPEVOLEZZA, IO STO SPESSO IN PIEDI DAVANTI ALLA FINESTRA A FISSARE IL GRANDE CANCELLO DI FERRO CHIUSO, COME SPERANDO CHE DA QUESTA CONTEMPLAZIONE EMERGA UN RIFLESSO DEI MIEI OSTACOLI INTERIORI A UNA VITA APERTA E COMPLETA".

                ANAIS NIN

                                                DIARIO I

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31
ott
2007

PRIMO PASSO

17:24 brokenrose




Si, direte voi, ma ancora non ci hai detto che è st'osservatore interiore! Avete ragione, ma se procediamo un passo alla volta, vedrete che alla fine sarà tutto molto chiaro.
Allora, immaginiamo una situazione tipo. Giovanna è una ragazza brillante, una che studia Legge all'università, e che ha grande passione per le cose che sta imparando. Finiti gli studi, vuole iniziare a fare praticantato in qualche studio di successo. Quindi per passare ogni esame ce la mette tutta. Esce di meno con gli amici; vede poco il suo ragazzo; si dedica allo studio dalla mattina alla sera e rinuncia addirittura alla palestra. Poi arriva il giorno dell'esame. Giovanna esce di casa ripetendosi che ha studiato molto, che ce la farà, è tutto apposto, non deve temere nulla. Ma quando varca la soglia della sua facoltà e si dirige verso l'aula dove si terrà l'esame, il cuore comincia a batterle forte. Dovrà aspettare il suo turno, e mentre il tempo passa diventa sempre più ansiosa. Va a finire che, arrivato il suo turno, si siede di fronte al suo professore, o all'antipatico assistente di turno, e, magicamente, perde ogni cognizione di tutto, ricorda le cose studiate con fatica, si sente disorientata, comincia a balbettare. Sente l'insicurezza nel suo sguardo, e tenta di celarla. Ma più la nasconde, più questa riemergerà trionfante. Il risultato dell'esame sarà un voto che non la soddisferà e che la demoralizzerà non poco, e a  ragione.
Ora, quello che succede a Giovanna è una sorta di crisi d'ansia, un piccolo attacco di panico che la lascia confusa. Non sa cosa sta succedendo, sa solo a malapena che sta succedendo. E non era la prima volta. Anzi, quando l'episodio si ripete, la confusione aumenta, perchè ne aumenta il suo rifiuto. Cioè Giovanna non è consapevole di quello che le accade tutte le volte che si trova in certe circostanze. E la confusione aumenta perchè dopo queste situazioni magari si limita a piangersi addosso. Quello che le occorre, invece, è allargare la sua consapevolezza.
Ecco che accorre in nostro aiuto la scrittura. Questa può darci una mano a costruirci quello che io qui chiamo l'
OSSERVATORE INTERIORE. Che altro non è che uno sguardo SILENZIOSO sulle nostre azioni, sui nostri modelli di comportamento. E' un prenderne coscienza, senza ricorre all'auto critica (parola orribile). Quello che ci serve in situazioni come questa è di poterci vedere agire, Scrivendo quello che ci accade senza commentarlo. Spesso è utile descrivere le nostre azioni utilizzando la terza persona singolare, di modo che sembri che l'azione la stia svolgendo qualcun'altro. Ovvio che questo è solo una parte di un lavoro molto più ampio che è necessario fare se ci vogliamo liberare di modelli di comportamento che a loro volta sono creati da modelli energetici rigidi (ma questo è un altro discorso, che va molto in profondità nel problema. Un passo alla volta). L'importante per ora è divenire consapevoli di quel che ci accade, come ci accade, quando, e, possibilmente, perchè. Ad es. è importante ricordarsi di descrivere come e se ci è preso un groppo alla gola, com'era la nostra respirazione, se sentivamo il viso infiammarsi, com'era la nostra sudorazione. Particolari. La prossima volta l'evento riprenderà la sua recita, non possiamo fermarlo dall'oggi al domani, ma saremo più dentro noi stessi, cioè più consapevoli di quello che ci accade, meno spaventati. Lo accetteremo di più, e potremo osservarlo mentre accade. Ed ogni volta che accadrà rivolgeremo di nuovo la nostra attenzione senza nasconderci e senza criticarci, permettendo anzi che esso accada. Lo so, è doloroso. Soprattutto per il nostro orgoglio. Ma è l'unico modo che ci permette di superare quel modello energetico di comportamento. L'osservazione e l'accettazione agiscono su questo come il sole sul ghiaccio: lo scioglie. Alla fine avrete trasformato una parte importante di voi stessi, e vi sarete creati lo spazio per poter cambiare e crescere. Se non mollate, alla fine accade.

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31
ott
2007

UNA QUESTIONE DI SCELTE

12:55 brokenrose


Si, vabbè, direte voi...ma che è st'osservatore interiore?
Ok, allora facciamo un passo indietro.
Avete mai avuto la sensazione di trovarvi in situazioni che vi sembrano familiari e nelle quali magari non vi sentite a vostro agio, anzi vi sentite confusi e limitati? che so,  per esempio vi sembra di frequentare sempre lo stesso tipo di partner, e con lui o lei arrivate sempre alla stessa conclusione del rapporto? Oppure vi sentite sopraffatti dalla timidezza ogni qual volta incontrate una persona importante per voi? O magari non riuscite ad essere al meglio di voi durante i colloqui di lavoro? O ancora, vi sembra che il vostro giro d'amicizie sia limitato, lo sapete, ve ne lamentate ma non fate niente per cambiare? Insomma, ci sono situazioni nella vostra vita che si ripetono sempre uguali e non vi sembra vi sia una via d'uscita? Io credo di si, è un'esperienza comune a tutti. Ci scopriamo limitati nel cambiamento, siamo confusi, diamo la colpa alla vita che è troppo dura con noi; o alla persona che secondo noi è la causa dei nostri malesseri. Ci sentiamo confusi, disorientati, o peggio, condannati a ripetere l'esperienza fino alla fine dei nostri giorni. Allora ci capita anche di appiccicarci addosso un'espressione imbronciata, e neanche ce ne accorgiamo. Ci chiudiamo in noi stessi. Ci rassegniamo.
Se vi riconoscete nei profili che ho delineato qui, allora vi do due notizie: una buona, l'altra cattiva. Comincio dalla seconda? Ebbene, la vita è dura. Io non appartengo a quel filone New Age che vede rose e fiori dappertutto. Io credo nell'evoluzione, e l'evoluzione è lotta. Sono abituata a parlare chiaramente, e così farò con chi vuole leggere queste mie righe. Quindi, tutto quello che vi proporrò come percorso dell'autoguarigione è, innanzi tutto, un percorso sperimentato direttamente sulla mia persona; secondo, è un percorso che porta a grandi benefici, ma bisogna conquistarseli questi benefici.
La seconda notizia è appunto questa: Abbiamo il potere di conquistarci la nostra serenità e di raggiungere un livello di vita consapevole, divertente e luminoso. Come? ci sono diversi modi per farlo, e vanno sperimentati un pò tutti. In questo blog vi propongo, come è evidente, lo strumento della scrittura, il diario.
Scrivere fa bene, ci permette di sfogarci e di vedere un pò più chiaro nelle nostre vite. Se poi lo facciamo tenendo sempre presente l'obiettivo di sviluppare la nostra consapevolezza, la scrittura può addirittura salvarci.
Ora, se vogliamo evolverci e scrollarci di dosso i vecchi modelli comportamentali che ci limitano e ci soffocano è solo una questione di scelta.

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31
ott
2007

diary

00:27 brokenrose




Scrivere può servire a tante cose. Per esempio, ad esprimere la propria creatività. Oppure ad annotare ricordi che, altrimenti, andrebbero persi. Può servire a comunicare con gli altri. O a confessarsi nell'intimità di sè stessi. Può essere un momento di divertimento, di impegno, di svago, di sperimentazione. Personalmente, trovo che l'avvento del fenomeno Blog sia fantastico. Permette di conoscere l'intimo di così tante persone. Idee, opinioni, fatti, personali e non, sono narrati da noi per noi. Siamo noi che li produciamo. Si dice che le nuove generazioni non sappiano scrivere, che la lingua italiana si stia perdendo. Quante sciocchezze! Io ho fiducia nella nuova generazione. Possiede creatività e cuore. E non credo in quello che dicono i media. Ci propinano una visione della realtà alterata con l'intento di dirigere la nostra società verso quel baratro che loro stessi dipingono.
Però un fatto va colto e sottolineato. La nostra società, così come il nostro pianeta, non gode di ottima salute. Le famiglie si disgregano, il che da un certo punto di vista è anche positivo. I punti di riferimento svaniscono. I valori sociali e culturali sfumano per divenire non si sa bene cosa. In politica, poi, partiti e associazioni non rappresentano più quei punti di riferimento che avevamo conosciuto. Le certezze s'infrangono. I lavori si precarizzano. Si fanno guerre più stupide che mai.
Può stupire allora che anche le vite di singoli individui vadano alla deriva? Qual'è il perno della nostra esistenza?
Io credo una cosa, e cioè che siamo arrivati ad un'importantissima svolta storica senza precedenti. Ogni cosa si sveste del suo significato e l'umanità è costretta a tirare giù la maschera. Cosa c'era dietro tanto intelletto? tanta arte? tanta bellezza? In questi tempi sta emergendo l'altra verità dell'uomo. La sua brutalità, la sua crudeltà, la sua avidità. S'è scritto e rappresentato tanto sul tema, ma l'arte non è stata in grado di cambiare le nostre coscienze, o meglio, di farle evolvere. Ci vuole altro. Ci vuole la singola presa di coscienza individuale.
Scrivendo queste cose rischio di portarmi molto oltre rispetto all'obiettivo che mi pongo nell'editare questo Blog. Allora mi fermo e faccio marcia indietro, tenendo però presente che le cose sopra descritte fanno comunque parte dell'intero disegno.
Molti di noi si portano dietro piccole sofferenze. C'è chi soffre perchè non sa cosa farne della propria vita; chi perchè non riesce a piacersi allo specchio; Chi perchè non accetta la separazione da una persona importante; chi perchè non ritiene di avere gli amici giusti; chi perchè non riesce a superare un dato trauma...le ragioni possono essere tante, ed anche la sofferenza che può sembrare la più banale, del tipo: quella ragazza è già magra e vorrebbe dimagrire ancora di più! anche sofferenze di questo tipo nascondono storie
dolorose di autoaccettazioni fallite.
Ed eccomi arrivare al punto. La scrittura, in questo caso, fa bene all'anima. Scrivere di sè, dei propri momenti, scrivere un diario, ci permette di cominciare ad osservarci dall'esterno. E piano piano cominciamo a conoscerci. Ci osserviamo mentre descriviamo i nostri pensieri o le nostre azioni. Magari cominciamo a vedere che sono sempre le stesse, e che ci portano sempre nella stessa direzione. Magari nel rileggerci cominciamo a trovarci anche un pò ridicoli. O, cosa più importante, decidiamo di cambiare modo di agire e di vedere le cose, e ci diamo una chance. Rendiamo la nostra vita più creativa. La scrittura ci fa conoscere noi stessi e può renderci più coraggiosi, perchè più coscienti.
Scriviamo, dunque! Ed aspiriamo al cambiamento delle nostre vite!Ma per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo aspirare al nostro cambiamento, riconoscere che qualcosa non va in noi; e che qu esto qualcosa ci impedisce di vivere una vita serena e più colorata. Una vita che noi abbiamo il diritto di vivere! e che ce lo vogliamo conquistare!
La parola d'ordine è: SVILUPPO IL MIO OSSERVATORE INTERIORE.

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